Archive | dicembre 2011

Nostalgia canaglia

Ho aperto un’anta dell’armadio prima ed ho visto una cosa che mi ha fatto male, tanto male..Il mio casco. E’ stato tremendo, perchè non è li che dovrebbe stare, ma nel baule, accanto al tuo, o sulla mia testa, quindi attaccato al tuo, mentre io e te sfrecciamo in centro, di notte, per vedere se è avanzato un pezzo di calda nelle pizzerie. L’ho guardato e mi sono chiesta cosa ci faccio qui, quando il mio posto è li con te. Mi sono chiesta come faccio ad essere così brava e fingere con me stessa che va tutto bene, quando in realtà sto da cani..come faccio a dormire senza avere le tue gambe intrecciate alle mie, il tuo profumo nel naso, i graffi maledetti che mi fai sul collo ogni volta. Mi sono domandata se sarò mai in grado di abituarmi a vederti partire, da solo, a fare i conti con la tua assenza, a far finta che il mondo continui a girare, ignorandomi, ignorandolo. Mi sono risposta di no, che non ce la posso fare.  E poi ho pensato se valesse davvero la pena stare male così a lungo per godere qualche attimo insieme a te e l’unica risposta che sono riuscita a darmi è che per fortuna la mezzanotte è passata ed è iniziato un nuovo giorno e ne mancano solo 24 per poterti riabbracciare. Come se 24 fossero pochi..e ne sono già passati 19. Diciannove giorni senza dormirti addosso, senza pizze sul piumone. Diciannove giorni senza poterti stringere, senza poterti toccare, diciannove giorni senza il tuo odore. Diciannove giorni senza di te, che sei diventato un’esigenza. E mi dicono di non pensarci, che il tempo passa, e mi dicono di prendere la mia vita in mano, di dedicarmi alle cose che mi piacciono, di godermi la mia libertà. Ma cosa me ne faccio, se non posso essere libera di passare il mio tempo con chi vorrei? Di cosa dovrei godere? Dei vuoti che mi lasci, del fatto che torno a casa e non ti trovo, di quattro amici che fino ad oggi mi hanno riempito l’esistenza ma non mi hanno dato in 30 anni quello che mi riesci a dare tu in 10 minuti?

E allora non la voglio questa libertà, che se la prendano gli altri, che siano altri a desiderare momenti di solitudine, di lontananza, di week end passati a far casino girovagando qua e la. Forse questa ero io prima. Forse non avevo mai sentito l’esigenza prima, di vivere diversamente. Ma prima non c’eri te e non mi importava. E’ un prima che non mi riguarda più, non mi appartiene, non lo voglio nemmeno ricordare com’era 4 mesi fa, quando non eri che un’idea, una vaga speranza che tutto questo potesse diventare quello che è oggi. Voglio solo pensare che mancano 24 giorni e che sono fortunata. Ieri erano 25 e domani saranno 23. E passeranno..lentamente ma passeranno. Voglio solo pensare che mi rimane da attendere poco, dopo una vita passata ad aspettare qualcosa che è arrivato all’improvviso e che ha cambiato tutto quanto. Voglio solo avere nella mente tanti bei ricordi di tutti i momenti che abbiamo passato insieme e cancellare le cose inutili per fare spazio a quelle che verranno, tra 24 giorni e poi chissà. Voglio solo che questo momento passi subito, che il sonno arrivi rapido ed indolore, perchè anche i bei ricordi fanno male, quando ti giri nel letto e ti rendi conto di essere solo, di non avere più un tuo posto nel mondo, perchè non sei dove vorresti.

Vorrei solo chiudere gli occhi e riaprirli il 27 mattina, a Termini, un minuto prima di salire sul treno. E vorrei avere in mano un biglietto di sola andata, penso davvero di non desiderare altro, in questo momento.

E penso veramente che non potrei desiderare altro nemmeno nel tempo a venire, perchè persone incredibili come te le si incontraro raramente nella vita, e quando piombano nella tua, non puoi far molto, se non desiderare che ci rimangano per sempre.

Questa voce è stata pubblicata il 3 dicembre 2011. 2 commenti