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E poi ti accorgi..

Giornata all’insegna dell’arte, con visita turistica organizzata dalla mia prof nel cuore di Roma, sulla scia dei più grandi esponenti della cultura del paese che ho sposato, che nell’Ottocento hanno soggiornato nella capitale. Mattinata piuttosto divertente, non fosse stato per la pioggia che m’ha rovinato la messa in piega e s’è insinuata nelle mie ballerine. Appena sono arrivata una ragazza si è messa ad urlare che sono diventata la metà (magari) ed un’altra mi ha chiesto che trattamento avessi fatto ai capelli, perchè li ha trovati in splendida forma. Volete sapere il segreto? Per una volta li ho lavati con uno shampoo del discount. Anni ed anni di soldi devoluti alla Vichy e alla sua linea Dercos, che ha lo strabiliante potere di renderli liscissimi e corposi al primo lavaggio e duri come la stoppa dal secondo in poi. Anni ed anni di trattamenti per le punte secche, per rinfoltirli, per sistemarli ed averli semidecenti..poi fai uno shampoo una mattina a caso, sbagli a prendere confezione ed invece del solito prodotto utilizzi quello per lavare i pennelli del trucco…ed ecco che senza usare nient’altro che il phon, ti viene una piega che nemmeno fossi uscita da un salone di Aldo Coppola da dieci minuti.

Questa è fantascienza.

E poi giri per le vie del centro, ti ritrovi a Fontana di Trevi e rivedi una scena di 6-7 mesi prima, quando li ci hai lanciato una moneta con lui, ed hai chiesto che quel momento durasse per sempre, che il tempo si inchiodasse in quell’attimo di totale beatitudine, quando circondata da centinaia di turisti sudati, non vedevi nient’altro che il tuo omino biondo che strizzava gli occhi sotto il sole rovente di settembre. E ti rendi conto di quanto ce l’hai nel sangue questa città, di quanto vorresti rimanerci nonostante i suoi limiti, i suoi difetti, ma hai scelto un’altra vita e non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca.

E poi passi da Sephora con un’amica a ritirare il regalo del tuo compleanno, che scade a giugno ma in realtà è a settembre, e per una volta non compri niente, perchè la ragione vince sul cuore e non si possono spendere 30 euro per un rossetto, quando con la stessa cifra prendi un biglietto per il treno, un biglietto per la felicità. E torni a casa anche contenta, perchè quel pensiero del biglietto t’ha fatto stare bene..e ti rendi conto di quanto sia al centro di ogni pensiero, di quanto lo senti vicino anche se a 420 km. E poi lui ti chiama ed avvalora questa tesi, ti racconta un pò di se, della sua quotidianità, che 10 giorni al mese è anche la tua..e fai il conto di quelli che mancano per rivederlo (solo 12 per fortuna) e ti brucia che ci sia così tanto da aspettare, ma ci son state volte che ne sono passati il doppio, quindi va bene così.

E poi torni a casa e già vorresti scappare, perchè il clima è quello che è, perchè a 30 anni ti senti l’indipendenza nelle vene e vorresti un luogo tuo da riempire con le tue cose, da riempire di te, di noi, di quello che saremo.

E ti rendi conto di quanto i tuoi progetti da 20enne non combacino con quelli di adesso, di quante cose vane hai desiderato, cose senza senso che non ti riempivano la vita, ma che servivano per allontanarti e basta. Una casa lontano lontano, una lingua sconosciuta, una valigia sempre pronta ad accompagnarti in viaggio, chilometri da casa come fossero lucciole d’estate..infiniti. La carriera, i soldi, l’arroganza, l’immortalità. E poi il tempo passa, il vento soffia in un’altra direzione, tu non sei più tu ma una persona nuova..e ti rendi conto che nella vita puoi avere tutto, ma rimani sempre a metà se non lo condividi con qualcuno, perchè la vita è questo..vivere le cose insieme, per quelle che sono, la libertà..

La libertà..io e te in moto, col vento che ci soffia addosso, io che mi perdo nei miei pensieri, che escono scompigliati come i capelli dal casco..e te che con la mano sinistra mi cerchi il ginocchio..ed io che ti sorrido mentre mi guardi dallo specchietto..e poi il cancello del campo..te che mi dai le chiavi ed io che apro..la moto parcheggiata vicino all’azalea..il merlo che ci aspetta guardingo sotto al ciliegio..e tutto il mondo chiuso fuori.

Questa voce è stata pubblicata il 28 maggio 2012. 2 commenti

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No. Decisamente una giornata NO, da scrivere a caratteri cubitali. Intanto mia nonna è stata invitata alla comunione del figlio di suo nipote e si è svegliata alle 8:00, il che significa che casa mia s’è tramutata in una sorta di campo nomadi, che a far casino mancavano solo le fisarmoniche e le musiche di Goran Bregovich. Ma glielo dirò la prossima volta, che può fare di più, magari tirando su le persiane ed accendendo la luce. Poi se sentite di una vecchina lanciata dal balcone nei pressi di Primavalle, sappiate che sono stata io. Ah si. Ovviamente s’è messa le scarpe, col tacco,  alle 8:10 e ci ha fatto su e giù per casa fino alle 9:30, tanto per gradire. E poi si chiede perchè io stia sempre li ad insultarla, ad avercela con lei. Nel frattempo non è che mia madre abbia cercato di tamponare. No, certo che no. Lei si sveglia alle 6:30 la DOMENICA, per pulire casa, per lei era già tardissimo, figuriamoci. Quindi perchè far piano con mobili, scope, sedie, luci e telefono, quando era evidente che dovevamo svegliarci anche noi, per darle una mano? (Poi qualcuno mi chieda chi me lo fa fare a lavorare la domenica).

Porta Portese.

E alla prima lamentela, giù insulti e rotture di coglioni. Perchè mia madre è chiaramente esaurita. Ma non lo dico tanto per. Lo è sul serio. Tra sua madre tra i coglioni, me perennemente in viaggio e mia sorella che si sposa, non sa a chi dare i resti. Mettiamoci poi che è chiaramente una vittima nata. Una di quelle che il mondo l’ha snobbata per una vita. Lei che ha sempre lavorato, che ha sempre dato, che si è sempre sacrificata per tutto e tutti. E noi le bestie immonde, le infami che non danno mai.

E mettici che mi sono alzata alle 10:00, che tanto era inutile rimanere a letto con lei che girava ed urlava e metteva ansia a tutto il quartiere…e mettici pure che ero stanca e non mi andava di darle una mano..alla fine la bomba è esplosa. Perchè stavo sistemando le mie cose e lei ha iniziato a criticare il modo in cui erano state sistemate sul letto e poi messe nell’armadio.

E poi quanto tempo ci mettevo. E poi come tenevo l’armadio. E poi come lo stavo riordinando. E poi come stavo pensando di sistemarlo. Lei non mi ha mica insegnato a farlo così. Lei che va a lavorare e poi a farci da schiava.

Leggera come una martellata sui coglioni…

ed io la che le dicevo di non rompere, che stavo sistemando, e lei che s’arrampicava sugli specchi pur di cagare il cazzo, una delle discipline del suo pentathlon  personale, che vanta arti del tipo:

  • cagatura di cazzo
  • vittimismo
  • pretesa assoluta della ragione, anche a costo di lottare contro l’evidenza
  • rinfacciare tutto quello che ha fatto/comprato/regalato dal giorno della tua nascita al giorno corrente
  • estensione del malessere a tutte le persone che le stanno intorno.

Visto che con me non attaccava, ha iniziato con mia sorella piccola, togliendole il fiato e la voglia di rimanere in casa, asserendo che se non ci pensa lei a far le cose in casa, tutti noi ce ne freghiamo (che puoi andare a prendere un rotolo di carta? perchè ogni volta che entro in bagno, casualmente non c’è, se non ce la metto io non c’è mai, voi fate sempre finta di niente), (che me lo dici a fare dove vai? tanto fai sempre come ti pare, quindi continua a fare quello che ti pare. Che io sono tua madre che mi devi dire quello che fai? io sono capace solo a lavarti, a stirarti, a darti, invece te non fai niente, mentre io sto a farti da sguattera. E allora fa come ti pare, come se io non esistessi, e speriamo che domani non mi alzo dal letto, così state tutti meglio! – ed ovviamente al primo “fare quello che ti pare” mia sorella era già uscita, lasciandola sola nel bagno col rotolo in mano, ma lei ha continuato). E non ci crederete..ma, visto che ne io ne mia sorella le davamo credito, è andata a litigare anche con mio padre, asserendo che è un uomo assente, che non si è mai preoccupato della nostra educazione, che doveva per lo meno alzarsi e spararci a tutte e due visto che le abbiamo risposto male..o anche non spararci, ma per lo meno prenderci che ne so, a frustate sulla schiena o farci lo scherzetto della goccia cinese per 2-3 giorni. Lui ovviamente le ha detto che è esaurita e allora apriti cielo. Meno male che non abbiamo armi in casa alla loro portata. E meno male che quelle che ci sono le ho sistemate io in zone strategiche e solo io ne ho accesso.

Mah. Una domenica pomeriggio come tante. Apposta lavoro e non ci sono mai. Ed ovviamente non vedo l’ora di ripartire, ma questo è un altro paio di maniche. Con lui tutto ok, ci siamo sentiti 2000 volte da stamattina, si ride, si scherza, ora è a lavorare. Io boh, non ho voglia di fare niente, mi sa che vado a riposarmi un pò.

 

Shopping in farmacia in un qualunque sabato pomeriggio

Dopo la mia seduta mensile di radiofrequenza, sotto un cielo che minacciava tempesta, ho deciso di non tornare a casa e di godermi la libera uscita spendendo allegramente un pò di soldi. Devo dire che ci sono riuscita alla perfezione ed in meno di 10 minuti, scegliendo un luogo non proprio idoneo, ma funzionale alla mia dieta: la farmacia. Una a caso, a dire il vero, che non sapevo nemmeno esistesse, e invece è stata una grande scoperta. Intanto è veramente un locale fornito ed il personale si è rivelato disponibile e discreto. Insomma, una panacea.

Ho chiesto la differenza tra le barrette dell’Enerzona che acquistavo in passato e quelle della Pro Muscle, che vedo esposte in ogni punto vendita per sportivi, erboristerie e farmacie. Mi è stato consigliato di comprarle perchè contengono il 40% di proteine ed una quantità minore di grassi rispetto a quelle dell’Enerzona. C’era anche una promozione ed i prezzi delle due concorrenti erano simili, nonostante il formato (una è il doppio dell’altra). Ho poi voluto prendere un integratore che mi aiutasse a mettere su massa muscolare. Ho specificato che faccio attività fisica 3 volte alla settimana (perchè mi pare ovvio che da lunedì torno a schiattare sul tapis roulant) e mi è stato consigliato il Frillver Sport, variante Explosion, che contiene creatina con aminoacidi ramificati. Io a dire il vero non so che cazzo sia sta roba, però ne sentivo parlare in palestra con la stessa facilità con cui noi donne parliamo di ciglia finte di Shu Uemura, quindi l’ho presa, e poi, tanto per rimanere fedele al programma di benessere di stamane, ho preso uno di quei bibitoni da diluire nell’acqua e da bere di mattina: il Deko Silhue de La Decottopia. Sulla confezione è riportato quanto segue: Effetto fisiologico. Favorevole al metabolismo dei carboidrati e dei lipidi, utile nell’equilibrio del peso corporeo e controllo del senso di fame, utile nel drenaggio dei liquidi corporei. Sono inoltre riuscita a portare a casa due campioncini che mi interessavano molto, dal quantitativo considerevole:

6 capsule di Thermo Stack, High definition body (drain formula) per Lei

2 confezioni da 25g ognuna di Whey Protein (sempre della Pro Muscle come le barrette) gusto cacao. Il barattolone con la polvere da diluire nell’acqua insomma. Dovrei farci 3-4 giorni. Lo provo e se mi piace lo compro, così la sera mando giù un altro pò di proteine prima di finire a letto. Mi sento molto figa ad aver fatto degli acquisti simili. Ora vado a cenare e poi mi organizzo la settimana per non dimenticare niente! Lui è tornato dalla fiera e mi ha fatto un regalo.

Un regalo strisciante.

Un piccolo elaphe

http://www.rilievo.poliba.it/studenti/aa04/marzocca/autore/elaphe.htm

Sarebbe stato più carino di forma rettangolare con gli inserti delle carte di credito, lo so..ma non si può avere tutto :) E si..lo teniamo, non lo vende..

Baci!

Primo giorno di dieta

E’ iniziato piuttosto bene, con tanti buoni propositi e voglia di fare. Ho fatto colazione con uno jogurt di soia e due fragole a fettine dentro. Il tutto con 4-5 gocce di Tic. Qualcuno potrebbe sentenziare che è poco, ma il formato dello jogurt è davvero considerevole, si tratta di 150g di gesso allo stato liquido che può essere usato per un mucchio di cose :) Al naturale fa un pò cagare, diciamo che mi sono adattata a mangiarlo anche con quello, ma via, si può fare di meglio, magari frullandoci dentro un pò di zucchine, di fagioli, di frutta..e anche col cioccolato amaro viene buonissimo, a patto di non usare lo zucchero, sennò è un “cazz’ e tutt’uno”, come si dice da me. La mia nutrizionista ne consigliava il consumo con un cucchiaio di mandorle tostate, che diceva mi facevano tanto bene. Essendo sprovvista di questo alimento, di voglia di andarlo a comprare e di immagazzinare stupide calorie, ho preferito metterci appunto 2 fragole, anche perchè non voglio rinunciare ai piaceri della frutta. Farò a meno del pane (e sarà dura, lo adoro), consumerò pochissima pasta e darò la precedenza a pesce, uova, carne bianca e verdure, però voglio fare questo percorso serenamente, perchè non sarà la dieta di due settimane, ma un nuovo stile di vita.

Ho riflettuto su una cosa, che credo sia basilare quanto importante: tutte le diete lampo che ho fatto si sono rivelate fallimentari. Persi i primi chili, li ho poi recuperati con tanto di interessi. Quando invece ho fatto della dieta il mio lavoro ed il mio modus vivendi, concedendomi anche dei dolci e qualche piatto in più, allora le cose sono andate bene e fino ad ora, di quel che ho perso ho preso solo qualche chiletto, ma perchè ho mangiato come un maiale e ne sono pienamente consapevole. Non so se recuperare le vecchie diete fatte con la nutrizionista o se lasciare un pò tutto in balia del caso, devo pensarci bene, perchè a dire la verità mi viene l’ansia a sapere che a pranzo ho una determinata cosa invece che un’altra, e magari di mercoledì ho voglia di uova e li c’è scritto carne. Bah, vedremo. In realtà devo anche rifare le intolleranze, ma non ho voglia di farmi scucire 80 euro dalla mia cara amica, ho troppe spese da affrontare ora e si può vivere benissimo anche senza farsi troppe pippe mentali in merito. Ho iniziato la cura coi fermenti lattici, per ora sto usando i Puraflor, che hanno due benefici essenziali:

1: sanno di arancia rossa

2: li usano anche sua mamma e sua sorella e lui ogni tanto ne ruba uno, quando non ha di meglio da bere che un sano bicchiere d’acqua, così con la scusa che li conosce, potrei fargliene consumare di più, che male non gli fa, anche perchè da quando stiamo assieme ha messo su una panzetta che non vi sto a dire. Ok, è solo gonfiore, però quando siamo a letto e mi abbraccia da dietro, si sente..e prima si sentiva ben altro, parliamone!

Comunque, speriamo che questi fermenti servano a riequilibrare la mia flora batterica, intestinale, la mia fauna, insomma, che facciano il loro sporco lavoro! Ho anche ricominciato col Bioscalin, perchè ho visto che il consumo serio e seriale porta poi a dei risultati e ne ho assolutamente bisogno. Devo rimettere a nuovo la mia chioma, poi in vista di questa dieta si sfibreranno ancora di più, per causa di forza maggiore e non voglio. Quindi vitamine per i capelli, fermenti per lo stomaco, ed ora inizio anche col drenante per i reni. C’è chi dice che tutte queste cose non servono a nulla e potrebbe essere molto vero. In teoria basterebbe introdurre una minor quantità di cibo nel corpo, per perdere peso. Ma partiamo dal presupposto che il corpo sia una macchina perfetta, che funziona con delle sue regole e degli ingranaggi…Se io in questa macchina ci metto un carburante non idoneo, probabilmente non camminerà, o lo farà a fatica, emettendo non si sa quanto fumo. Ora, mettiamo che io per una vita abbia introdotto merda nel mio organismo invece di prodotti sani e genuini. Basta mangiare bene ora per ottenere dei risultati ottimali? O sarebbe il caso di dare che ne so, una sistematina al carburatore? Io nel dubbio gliela do, che tanto male non dovrebbe fargli, poi qualcuno più esperto di me tirerà le somme e mi spiegherà se ho speso 50 euro inutilmente o se ho fatto bene.

Ho appena scoperto una cosa tristissima..i pinoli hanno 567kcal ogni 100g..cioè..più delle Gocciole..parliamone cazzo..che roba tristissima questa..

Questa voce è stata pubblicata il 26 maggio 2012. 2 commenti

Essere autori della propria vita

L’arte della scrittura è quella che mi ha sempre entusiasmata, sin da bambina. Penne, colori e fogli di carta mi hanno accompagnata per un periodo lunghissimo, interrotto solo qualche anno fa. Diari segreti, codici stupidi usati tra bambine, fino ad arrivare al glagolitico, al cirillico, fino ad arrivare ad oggi. Un filo comune che è partito nell’87 e si è fermato nel 2008. Quando qualcosa non andava, bastava un quaderno nuovo a cambiare le sorti della giornata. Serviva solo un personaggio nuovo..un paio di dialoghi con una persona che fondamentalmente non conosceva, ed ecco la che nascevano storie nuove, sensazioni nuove, mondi che non potevano esserci nel mio. E poi sono cresciuta, abbastanza tardi rispetto alla media nazionale, ma ce l’ho fatta anche io. E la prima cosa che ho fatto è stata quella di tagliare i ponti col passato. Quindi basta scrivere. Quindi basta essere grasse. E basta fumare.

Ho smesso di fumare e mi sono messa a dieta, poi ho socializzato col mondo, mi sono approcciata ad esso in modo diverso, non ho avuto più bisogno di un quaderno. Quanti ne avrò collezionati nel corso degli anni? Una cinquantina come minimo. E poi le cose sono un pò degenerate. Ho ripreso a fumare e anche a mangiare schifezze, sentendomi Dio per aver perso nemmeno 30 kg. Sono rimasta a metà strada, come tutte le storie che ho scritto. Solo che stavolta stiamo parlando della vita vera, e non va bene. Rifletto sulla mia storia, sulla fortuna che ho ad avere lui nella mia vita, su tutte le cose che ha fatto per me, sulle dimostrazioni che mi da. Cosa ho fatto io per lui? Nulla. Gli ho detto che avevo smesso con le mie dipendenze e non era vero. Gli ho detto che mi sarei impegnata con la palestra e non era vero. Ho preteso tempo e pazienza e mi sono offesa quando mi ha chiamata “cicciona”, dopo 8 mesi di relazione, un lasso di tempo in cui non ho perso un fottuto etto. Una bella faccia da culo, la mia. Complimenti Alessandra. 

Ed adesso invertiamo la rotta. Perchè io quest’uomo lo amo davvero e basta, basta scrivere storie finte su blocchi di carta tenuti fermi da due spillette sbilenche. Adesso c’è da scrivere la vita vera, la mia. E intanto ho smesso di fumare davvero. Io non fumo più, perchè è un vizio imbecille, mi fa male e mi aveva chiesto di smettere. E da domani sono davvero a dieta. Ma davvero davvero, che non ho più scuse. Ho comprato i fermenti lattici. Ho il latte di soja e due sojasun. Ho l’esperienza necessaria e un obiettivo da portare avanti. Io voglio essere per lui la migliore delle compagne. Quella che ha piacere a guardare la mattina, struccata e con la tuta, o col migliore dei tailleur. Quella che va a correre con lui senza il terrore che le si alzi un lembo della maglia e che fuoriesca il grasso. Io voglio essere magra, per me e per lui. Perchè non ci sto a continuare su questa rotta, non va bene. E non va bene l’impronta che sta prendendo questa relazione, sotto al peso delle mie insicurezze, i miei “ni” ed i miei “se”. 

Io da domani sono una persona nuova. Una persona sicura di se, che non fuma e non mangia porcherie. Io non voglio scrivere più le vite degli altri, ma la nostra. La mia e la sua. Punto. E con questo proposito me ne vado a letto. A domani!

Questa voce è stata pubblicata il 25 maggio 2012. 1 commento

Di nuovo a Roma

Sono tornata a casa un paio d’ore fa più o meno, lui è ad una fiera vicino bellun0 e tornerà tra un paio di giorni. Sua mamma mi ha chiamata per salutarmi e sapere se ero arrivata e se andava tutto bene. In realtà si ma anche no..perchè ho fatto un macello :|

io e lui abbiamo un diarietto dove ogni tanto scriviamo qualcosa..ecco..l’altra sera, dopo essere tornata dalla cena dai suoi amici, nel pieno della disperazione ho preso quell’aggeggio e ci ho scritto sopra la bellezza di pagine di 6 cazzate, esaltando si il periodo passato insieme, ma mettendo nero su bianco che ci sono stati dei momenti nei quali mi sono sentita un pò messa da parte, “come se non ci fossi”. Il che è vero, non ci sono dubbi, però non è che ne abbiamo parlato di persona, e non è che lui sia stato sempre assente. Quando poi mi ha chiesto se qualcosa non andasse, io gli ho detto di no perchè non mi andava di discutere e di bruciare il tempo che passiamo insieme. Ora so per certo che lui queste cose le leggerà solo a partire da lunedì, perchè è in fiera..e non so come comportarmi. Da una parte penso sia giusto che sappia quel che mi passava per la mente, dall’altra mi sono pentita di aver scritto certe cose, perchè abbiamo passato anche un’infinità di bei momenti e non vorrei che si sentisse accusato. Boh..quando la bomba esploderà me ne occuperò. Per ora cerco di ammorbidire la situazione e di essere il più tranquilla possibile per non fargli avvertire la mia tensione e per screditare quelle frasi scritte, poi si vedrà. E’ proprio difficile stare con una persona, certe volte mi viene da strapparmi i capelli, come ti muovi rischi di sbagliare. Sinceramente prima non me ne fregava un cazzo, anche se sbagliavo avevo ragione a prescindere, ma ora con lui no, è diverso, è tutta un’altra cosa e non voglio che niente turbi la nostra relazione. 

Comunque, col mio ritorno a casa inizia anche la dieta. Da domani, perchè stamane colazione in pasticceria ed aperitivo al ritorno, mi limiterò stasera e poi da domani fermenti lattici ed integratori. Speriamo bene! Per ora vi lascio, devo fare un mucchio di chiamate!!

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Oggi 22/5/2012, io sottoscritta Alessandra P. ho compiuto uno dei gesti più disgustosi ed infamanti che una femmina possa fare nei confronti del suo uomo, atto che andrebbe punito con il vituperio e lo smerdamento in pubblica piazza, col risultato di essermi scoperta solo più cretina di quello che ero, portando a casa una doppia umiliazione consistente in zero risultati ed abbassamento ai livelli di una comune pipparola mentale. Oggi ho frugato tra le cose del mio uomo.

Vergogna.

Questa voce è stata pubblicata il 22 maggio 2012. 4 commenti

Erminia mi guarda arrampicata sul suo isolotto nell’acquario, guardando impettita verso nord, tarantola dorme, lui è in palestra, il mondo m’è appena crollato alle spalle ed ora mi alzo a raccoglierlo, perchè niente, niente turberà questa mia felicità. Sono stata male questi giorni, male psicologicamente. Non avevo la giusta serenità, vedevo in tutto quello che diceva un modo per scaricarmi o per indurre me a rompere questa storia. Vedevo un uomo col quale non volevo stare ed una me infelice, in un posto che non mi piace. Ed ho pensato di fare armi e bagagli almeno 4 volte in una giornata, di ricominciare tutto da capo, che a 30 anni non sono mica vecchia e volendo posso, poi è successo che mi sono calmata, che ho capito che quella pesante sono io, ho fatto un pò di autoanalisi ed ora sto visibilmente meglio. Intanto siamo andati insieme allo zoo di Pistoia e mi sono divertita da matti. Andarci con lui è sempre un’esperienza particolare, perchè è un gran patito di animali e ne sa di cotte e di crude, valore commerciale, reperibilità, usi e consuetudini. Mi ha fatto un sacco di foto mentre davo da mangiare alla giraffa, alle capre. E poi siamo tornati in moto sotto al diluvio e gli ho chiesto di tornare nel suo fazzoletto di terra, che io li sono la persona più felice del mondo. Ho guardato a nord, come la tartaruga, verso i monti. Ho immaginato il mio futuro senza quello squarcio di Apuane. Straziante. L’ho guardato ed ho immaginato la mia vita senza quell’omino biondo che mi fissava. Non ho retto al pensiero e gli ho chiesto di tornare a casa. E c’è stato il terremoto quella notte, ed io l’ho sentito. Volevo correre da lui ma non potevo, dormiamo in camere separate. Lo sentivo muoversi, accendere la luce, ma non potevo alzarmi a far casino e sono rimasta nel letto a riflettere..a pensare alla mia vita..a piangere su qualcosa che sentivo ormai irrimediabilmente perso, rovinato, compromesso. E poi è successa una cosa bellissima..contro ogni pronostico, sfidando ogni legge di gravità, alle 8 di mattina, che era buio pesto e diluviava, lui s’è insinuato nel letto dei genitori, dove dormo io. Mi ha abbracciata e mi ha tirata forte a se. Siamo stati in silenzio dentro quel lettone senza quasi respirare. Io e lui e tutto il mondo fuori. Ho pensato che poteva essere l’ultima volta. Ho pensato che quel fottuto pensiero doveva finire, che niente era perduto. Ho provato a cambiare stato d’animo e le cose sono migliorate. Ho iniziato a rispondere in modo giocoso alle sue battute, a concedergli più spazio (è di nuovo in palestra, stasera), a fidarmi di più di lui. Ieri sera siamo stati a cena dai suoi amici che si sposano a settembre. Mi sono sentita veramente a casa. Loro sono una famiglia molto unita: i nonni, la mamma, la zia 35enne e questi due giovani. Il nonno lo adoro, mi ha detto di fare armi e bagagli e di trasferirmi li da loro “che al vive un pò alla carlona, però male non si sta..e te vien qui, a c’è Robè, i topetti, anca noi che ti vogliamo bèn!” Mi veniva da piangere..io volevo mandare tutto all’aria perchè non mi sentivo cagata e invece..invece a quanto pare non è proprio così. Ho iniziato a legare con le persone del posto e non sono rapporti di corcostanza. Si va d’accordo perchè sono belle persone, semplici, simpatiche, che ti danno quel che hanno, soprattutto tanto calore. E lui? No beh, lui è stato divino. Sempre presente, sempre a tenermi la mano, educato, gentile. L’uomo che voglio al mio fianco. Niente di più, niente di meno. Bello, bello da morire col suo maglioncino blu e i jeans ed il profumo che gli ho regalato io. Niente di costruito. Vero, nudo e crudo, com’è sempre stato, come piace a me. E poi ieri sera insieme nel suo lettino..e stamane sveglia con lui tra le lenzuola e di corsa al lavoro. Lo aiuto, faccio quel che fa lui senza farmi troppi problemi, ridiamo, scherziamo, costruiamo insieme, materialmente e non. E prima mi sono sentita una persona quasi libera di ogni problema. Ero con sua sorella in camera a studiare. Butto l’occhio sulla mensola e trovo un libro che mi appartiene. Il libro, per l’esattezza..quello che gli ho spedito a gennaio 2011. Il Maestro e Margherita. L’ho preso e sotto c’erano altri fogli…uno mio. Gli altri no. Si, gli altri erano dei foglietti insignificanti della busta di fave. Un proclama in cui lei si dichiara a dieta, nel 2008, alcuni fogli che recano timbri di Treviso. Non dovevo curiosare, lo so. Dovevo rimettere tutto a posto ed infatti l’ho fatto. Aver trovato quelle cose ha rimesso le cose nel loro giusto ordine, all’interno della mia mente. Avrei potuto farmi 3000 pippe mentali. Avrei potuto strappare tutto ed accusarlo di non si sa cosa. Invece ho messo tutto com’era e non dirò una sola parola. Perchè quello è il suo passato ed è roba che appartiene a lui e a me no, e le persone vanno rispettate in toto, per quello che sono e che saranno, che è il frutto di quello che erano. Certo, avrebbe anche potuto nascondere meglio quei fogli o buttarli, sarebbe stato più carino, ma conoscendolo so che non l’ha fatto con cattiveria. Probabilmente ha solo messo tutto in un angolo dove nessuno poteva pensare di andare a guardare e ci ha messo il mio libro sopra. E la mia lettera, arrivata dopo. E sotto ci sono i suoi documenti..e per ultimo i suoi fogli. Forse nemmeno sa che sono ancora li, o forse si, ma non mi importa. Io non voglio rinunciare a lui. Non voglio fare a meno di lui. Io lo amo e nonostante questi giorni di incomprensioni (mie, tra l’altro), io con lui ci sto bene. E non lascerò che due post it sbiaditi rovinino quello che da un paio d’anni stiamo portando avanti. E se lui avesse avuto qualcosa da nascondere, se ne sarebbe liberato da quando frequento casa sua, o per lo meno non mi avrebbe lasciato nella sua stanza con del materiale compromettente, andandosene in palestra.

No, mi spiace care pippe mentali, non c’è spazio per voi. Io adesso aspetto il mio uomo, passo la serata con lui, domani si sta assieme e ci si amerà come sempre, e forse un pò di più. E questo è tutto. Baci dalla stanza di Lui, con Erminia che impettita guarda ancora verso nord.

Questa voce è stata pubblicata il 21 maggio 2012. 3 commenti

“Se diventi mia nipote” e “voglia di maternità nell’aria”

Stamattina come sempre siamo andati al campo da lui. Ci sono talmente tante cose da fare che se non ci si impongono dei limiti, si potrebbe lavorare anche 20 ore al giorno li dentro. Ho già in mente un paio di cosucce da sistemare, senza che lui se ne accorga, ma ora non posso perchè ci sono operazioni prioritarie e devo aiutarlo nella costruzione di un nuovo rak per topi. Domani se ho tempo e mi passa la vescica all’indice sinistro c’è da tagliare almeno 30 kg di focaccia e darla ai roditori, poi voglio togliere delle vasche accatastate all’entrata ed eliminare delle ortiche che mi stanno superando in altezza.

Intanto stamane sua nonna ci ha accolti con un tremendo odore di seppie al sugo, così che sia io che lui non vedevamo l’ora di scappare a gambe levate. E invece no, giro per negozi per farle un favore, poi al Carrefour per comprare un regalo per il compleanno del padre (s’è fissato che avendo superato i 50 anni è vecchio e debba comportarsi da vecchio, quindi nessuna cosa troppo vistosa o colorata. E dire che suo papà è una sorta di giovinotto piacione..vabbè, magari la sua esuberanza lo mette a disagio). Finalmente alle 12:00 abbiamo avuto un attimo di tempo per andare a fare colazione, ma non nella solita meravigliosa pasticceria (in cui abbiamo passato il pomeriggio io e Fede), piuttosto in un bar lercio dove la barista “spaco botilia” probabilmente aveva passato l’ultimo straccio sul tavolo il mese prima. E’ stato li che mentre bevevo il cappuccino mi ha detto “andiamo a conoscere gli altri miei nonni”. Così, su due piedi, che per poco mi strozzavo. Ok, non ero pronta. Non so perchè ma l’idea mi metteva in soggezione, di modo siamo andati, ma non prima di aver litigato con la barista. Io, ovviamente. Perchè a me non mi ci piglia nessuna per una scesa dalla montagna del sapone. Allora, chiedo un mini vassoio di paste per far la visita ai nonni. Lui mi dice che siamo in 4, quindi l’idea era di prendere dei pasticcini mignon che fanno tanto colore, tanta scena e si accompagnano benissimo al caffè che si presume ci avrebbero offerto. Ora..prende sto vassoio che sarà stato 20x15cm. Le dico di riempirlo con i mignon.

“Abbiamo solo questo tipo, solo 3. Metto solo quelli?”

“Eh no..metteremo qualche altra cosa, non posso riempire un vassoio con 3 mignon..mettici quelle paste alla frutta”

“Scusa ma di mignon ho solo quei 3. Non va bene per riempire il vassoio?”

“Direi di no, visto che siamo in 4. Mi pare evidente che 3 mignon non bastano.”

“Non posso mettere le paste grandi qui dentro perchè i mignon vanno a peso”

“Pesali e poi aggiungi le paste, per favore. Quelle in alto, grazie..fai un misto, una decina almeno”

“Scusami ma le paste qui in questo vassoio non ci stanno..devo per caso prenderne un altro?

“Scusa ma mi stai prendendo in giro o dici seriamente? No perchè se mi stai prendendo in giro ora mi incazzo e ti rispondo a tono, se mi dici seriamente, voglio parlare col tuo titolare”

“In che senso?”

“Nel senso che mi sento presa per il culo, e scusami se la cosa non mi piace. Cioè mi stai chiedendo, dopo 2 ore che mi fai perdere tempo, se devi prendere un altro vassoio? Dove cazzo pensi di metterle 10 paste e 3 mignon in un vassoio da 20x15cm?? No, ti prego, spiegamelo”

“Perchè questo non è un vassoio adatto alle paste e ai mignon..questo è da mignon..”

“E quindi io cosa dovrei fare, prendere il vassoio dei mignon con 3 mignon dentro e poi un vassoio grosso con 10 paste dentro? Così quando saremo a tavola tutti mi guarderanno come fossi una mongoloide perchè ho preso due vassoi per due tipi di paste, di cui uno quasi vuoto?”

“Io…perchè..non saprei..io prenderei solo le paste…”

“Io invece adesso voglio quei 3 mignon, guarda un pò! Prima quasi non li volevo ora invece li pretendo!”

E qui mi ha salvato lui…che si è avvicinato al banco, l’ha guardata e le ha detto..

“Prendi per favore il vassoio grande per le paste..ecco, bene. Ora mettici due di queste..due di quelle..due di queste altre…metti pure quattro di queste..benissimo..e ora nello spazio mettici i pasticcini mignon. Grazie, apposto così”

Cioè, incredibile..quella come se niente fosse ha fatto esattamente quel che aveva chiesto lui. Senza fiatare. Inutile dire che non ci metteremo più piede la dentro. Comunque siamo poi andati dai nonni materni. Molto carini, simpatici. Sua nonna è una delizia, davvero. Ha cercato subito un contatto fisico con me, mi ha stretta e mi ha baciata più volte. Mi ha chiesto come mi chiamavo, se mi piaceva la città, che lei si è trasferita a suo tempo da Treviso. Dire che con loro sono stata benissimo è veramente riduttivo. Sono stata tanto tanto bene. Sono persone semplici, alla mano, di quelle che ti mettono subito a tuo agio e ti coinvolgono nelle loro cose. Ho promesso alla nonna che prima di partire passerò di nuovo a salutarla. Era tutta contenta, e mi ha anche detto

“Poi se diventi mia nipote ci si vede anche più spesso!”

volevo morire :D Le ho detto che con calma ci avremmo riflettuto, nel frattempo saremmo andati a trovarla spesso :) Lui ha molto ironizzato su questa cosa, per poi ricordarmi che mia mamma gli ha detto che lui “è di casa”, ma da noi si dice di qualsiasi persona che venga spesso a trovarci..anche i vicini sono “di casa”, ma vabbè, forse gliel’ha detto in un altro senso che lui ha apprezzato :)

E poi siamo andati in un negozio di articoli sportivi e alla cassa, per farmi uno scherzo, ci ha messo un paio di Nike per neonato. Ho fatto una faccia abbastanza strana, non mi aspettavo un gesto del genere..e poi ci siamo fermati davanti ad un paio di negozi per bambini perchè vorrei comprare un regalino alla bambina della mia amica, nata ieri. Quando mi fermo in questi negozi mi stuzzica sempre e mi chiede se mi piacerebbe comprare delle cose simili. Oggi mi ha proprio detto “mi pare si senta aria di maternità”. Gli ho risposto che non ci penso, che è anche ridicolo farlo, che sarebbe veramente impossibile. Lui scrolla le spalle e mi dice che poi vedremo, che è presto..e poi andiamo al campo, vede il nipote del vicino che ha 2 anni e gli somiglia da morire esteticamente e vedo che va proprio ai matti. Lo chiama, ci gioca, gli fa i dispetti..gli ha anche regalato due topini piccoli in una gabbietta. Boh, che devo dire..niente, che è meglio..e soprattutto speriamo che sia la sera buona per scopare. Ah si, è andato anche stasera in palestra e io sono con la sua tarta e la sua tarantola in camera. Non mi dispiace che sia andato a lottare, è giustissimo abbia i suoi spazi ed i suoi momenti da condividere con gli amici. Ha lavorato tutto il giorno e siamo stati tutto il giorno assieme, mi pare il minimo che per un paio d’ore vada a stare coi suoi simili :) E poi così ho tutto il tempo di stare al pc!! Baci, a presto

Questa voce è stata pubblicata il 18 maggio 2012. 2 commenti

Primi due giorni di permanenza: bilancio

E finalmente riesco a connettermi un attimo, dopo una pesante giornata di lavoro ed un paio di settimane più o meno da suicidio…talmente aberranti che sono persino riuscita ad addormentarmi sul treno con 400 euro contanti nel portafogli, ed è tutto dire. Comunque qui mi hanno accolto tutti a braccia aperte, sono stati gentili e carini, soprattutto sua nonna, tutta un sorriso, tutta un’invito. Mi ha fatto veramente piacere trovare questa situazione, insomma, almeno qui pare non ci siano problemi. Anche con lui tutto bene, fin quando non si sfiora il versante lavorativo. Il problema è che trascorriamo il 70% del tempo sul posto di lavoro, quindi capitano degli screzi ed essendo lui il capo, mi tocca mandarlo a fanculo con garbo, più o meno come faccio col mio. Oggi però ho perso la pazienza e l’ho fanculizzato in due parole, in un italiano che non lasciava spazio a molti dubbi…e così mentre mi spiegava per l’ennesima volta come fare il manovale, roba che io ovviamente faccio tutti i giorni, tra una manicure ed una classe di 50 mocciosi, gli ho urlato…

“ao io non je la faccio più, c’ho la testa che me sta a fumà, sei proprio ‘nsopportabbile”

“ma..ma..ma io ti stavo spiegando…perchè devi fare così, e poi così..ma perchè se io ti dico di fare così..”

“Ho capito..ma tutto er giorno…e bla bla bla…e c’hai sempre da ridire su tutto..allora fattelo da solo, punto. No non ce la posso fa a sopportatte, davvero, quando ti ci metti hai proprio un carattere di merda”.

Insomma, l’ho bruciato. E non mi ricordo nemmeno perchè. No anzi, lo so..è perchè fino ad oggi non l’ho mai mandato a cagare, quindi ho 8 mesi di arretrati. Oggi sono scoppiata, non ce la facevo più. Non posso sempre fare di si con la testa ed improntare un sorriso di circostanza per paura di litigare o di creare malumore, perchè tanto ho notato che si verficano lo stesso. Che poi c’è rimasto malissimo..mi ha chiesto se è davvero insopportabile. Gli ho detto di si, che tante volte è davvero pesante, ma un pesante di quelli che proprio ti fanno passare la fantasia anche di respirare. Gli ho ribadito che non stavo scherzando e si è scusato…

“Però pure te hai un caratterino ehh..”

Nessuno ha mai detto il contrario. Stare con me non è facile, so benissimo d’essere piena di difetti..e infatti mi voglio fare due risate con lui :) vediamo quanto sopravviveremo senza scannarci. Però questa opportunità di sfogarmi mi ha fatto bene. Sono molto più serena. Baci, a presto

Questa voce è stata pubblicata il 17 maggio 2012. 1 commento