Giornata all’insegna dell’arte, con visita turistica organizzata dalla mia prof nel cuore di Roma, sulla scia dei più grandi esponenti della cultura del paese che ho sposato, che nell’Ottocento hanno soggiornato nella capitale. Mattinata piuttosto divertente, non fosse stato per la pioggia che m’ha rovinato la messa in piega e s’è insinuata nelle mie ballerine. Appena sono arrivata una ragazza si è messa ad urlare che sono diventata la metà (magari) ed un’altra mi ha chiesto che trattamento avessi fatto ai capelli, perchè li ha trovati in splendida forma. Volete sapere il segreto? Per una volta li ho lavati con uno shampoo del discount. Anni ed anni di soldi devoluti alla Vichy e alla sua linea Dercos, che ha lo strabiliante potere di renderli liscissimi e corposi al primo lavaggio e duri come la stoppa dal secondo in poi. Anni ed anni di trattamenti per le punte secche, per rinfoltirli, per sistemarli ed averli semidecenti..poi fai uno shampoo una mattina a caso, sbagli a prendere confezione ed invece del solito prodotto utilizzi quello per lavare i pennelli del trucco…ed ecco che senza usare nient’altro che il phon, ti viene una piega che nemmeno fossi uscita da un salone di Aldo Coppola da dieci minuti.
Questa è fantascienza.
E poi giri per le vie del centro, ti ritrovi a Fontana di Trevi e rivedi una scena di 6-7 mesi prima, quando li ci hai lanciato una moneta con lui, ed hai chiesto che quel momento durasse per sempre, che il tempo si inchiodasse in quell’attimo di totale beatitudine, quando circondata da centinaia di turisti sudati, non vedevi nient’altro che il tuo omino biondo che strizzava gli occhi sotto il sole rovente di settembre. E ti rendi conto di quanto ce l’hai nel sangue questa città, di quanto vorresti rimanerci nonostante i suoi limiti, i suoi difetti, ma hai scelto un’altra vita e non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca.
E poi passi da Sephora con un’amica a ritirare il regalo del tuo compleanno, che scade a giugno ma in realtà è a settembre, e per una volta non compri niente, perchè la ragione vince sul cuore e non si possono spendere 30 euro per un rossetto, quando con la stessa cifra prendi un biglietto per il treno, un biglietto per la felicità. E torni a casa anche contenta, perchè quel pensiero del biglietto t’ha fatto stare bene..e ti rendi conto di quanto sia al centro di ogni pensiero, di quanto lo senti vicino anche se a 420 km. E poi lui ti chiama ed avvalora questa tesi, ti racconta un pò di se, della sua quotidianità, che 10 giorni al mese è anche la tua..e fai il conto di quelli che mancano per rivederlo (solo 12 per fortuna) e ti brucia che ci sia così tanto da aspettare, ma ci son state volte che ne sono passati il doppio, quindi va bene così.
E poi torni a casa e già vorresti scappare, perchè il clima è quello che è, perchè a 30 anni ti senti l’indipendenza nelle vene e vorresti un luogo tuo da riempire con le tue cose, da riempire di te, di noi, di quello che saremo.
E ti rendi conto di quanto i tuoi progetti da 20enne non combacino con quelli di adesso, di quante cose vane hai desiderato, cose senza senso che non ti riempivano la vita, ma che servivano per allontanarti e basta. Una casa lontano lontano, una lingua sconosciuta, una valigia sempre pronta ad accompagnarti in viaggio, chilometri da casa come fossero lucciole d’estate..infiniti. La carriera, i soldi, l’arroganza, l’immortalità. E poi il tempo passa, il vento soffia in un’altra direzione, tu non sei più tu ma una persona nuova..e ti rendi conto che nella vita puoi avere tutto, ma rimani sempre a metà se non lo condividi con qualcuno, perchè la vita è questo..vivere le cose insieme, per quelle che sono, la libertà..
La libertà..io e te in moto, col vento che ci soffia addosso, io che mi perdo nei miei pensieri, che escono scompigliati come i capelli dal casco..e te che con la mano sinistra mi cerchi il ginocchio..ed io che ti sorrido mentre mi guardi dallo specchietto..e poi il cancello del campo..te che mi dai le chiavi ed io che apro..la moto parcheggiata vicino all’azalea..il merlo che ci aspetta guardingo sotto al ciliegio..e tutto il mondo chiuso fuori.